PETIZIONE Firma e libera tutti i bambini detenuti palestinesi nella pandemia

PETIZIONE Firma e libera tutti i bambini detenuti palestinesi nella pandemia - Salaam Ragazzi dell'Olivo

 

 

 

 

 

 

 

 

 Clicca sulla foto o l'indirizzo di seguito:

https://nwttac.dci-palestine.org/petition_israel_must_release_all_palestinian_child_detainees_amid_covid_19_pandemic

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Chiedere alle autorità israeliane di agire immediatamente per liberare tutti i minori detenuti palestinesi nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani a causa della crescente vulnerabilità creata a causa della rapida diffusione globale del virus COVID-19 e per salvaguardare il loro diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo e salute in conformità con il diritto internazionale.

I bambini palestinesi incarcerati dalle autorità israeliane vivono vicini l'uno all'altro, spesso in condizioni sanitarie compromesse, con accesso limitato alle risorse per mantenere le routine igieniche minime, secondo la documentazione raccolta dal DCIP.

L'impatto di COVID-19 è aggravato da queste condizioni di vita che rendono i bambini palestinesi nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani sempre più vulnerabili.

I bambini palestinesi incarcerati dalle autorità israeliane vivono vicini l'uno all'altro, spesso in condizioni sanitarie compromesse, con accesso limitato alle risorse per mantenere le routine igieniche minime, secondo la documentazione raccolta dal DCIP.

L'impatto di COVID-19 è aggravato da queste condizioni di vita che rendono i bambini palestinesi nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani sempre più vulnerabili.

2020 La terza Nakba di Gideon Levy

A proposito dei cosidetti "accordi di pace" di Trump che sanciscono l'Apartheid americana e israeliana, di seguito la lettera del giornalista israeliano Gideon Levy:

Questa è la loro terza Nakba *

Dopo la prima, in cui persero gran parte della loro terra,  assieme a  ciò che possedevano e alla loro dignità , dopo la seconda in cui persero la libertà, ecco che arriva  la terza Nakba a distruggere ciò che era rimasto delle loro speranze.

Hanno tentato di tutto: le vie  diplomatiche, la lotta armata, la protesta non violenta ed il boicottaggio economico.

Ma invano.

Israele ottiene tutto, incondizionatamente, mentre i palestinesi, popolo dalle reazioni molto contenute considerando le gravi vessazioni a cui sono costantemente sottoposti, devono dimostrare di meritarsi anche le poche briciole di giustizia gettate loro da Trump.

Perché spetta solo ai Palestinesi apparire  degni di qualcosa, prima di ottenerla? Israele ha forse dovuto dimostrare qualcosa in mezzo secolo di occupazione militare della Palestina? Ha  forse seguito i dettami del diritto internazionale? Ha dato ascolto alla comunità internazionale?

Dovrebbe forse esserci un premio in palio per il brutale occupante? O per i coloni?

America, ti chiedo: per che cosa e perché?

- Gideon Levy

Via The Palestine Project

*N.d.T. Nakba, in arabo Catastrofe, è il termine con cui ii Palestinesi si riferiscono agli avvenimenti del 1948, quando sono stati espulsi dalle loro terre, con violenze, massacri e distruzioni…..’ 

 

"This is their third Nakba. After losing most of 

their land, property and dignity in the first and 

their liberty in the second, now comes the 

third to crush whatever is left of their hope. 

They've tried everything. Diplomatic struggle 

and armed struggle, nonviolent protest and 

economic boycott. Nothing has helped. 

Israel gets everything and without conditions, while the Palestinians, a fairly restrained people given the terrible abuse it endures, still have to prove themselves in order to receive the little crumbs ofjustice that the American president throws to them.

Why do only the Palestinians have to prove themselves before they get anything? Has Israel proven itself in the half-century of occupation? Has it obeyed international law at all? Has it heeded the international community? Should there be a prize for the brutal occupier? For the settlers? For what, and why, America?"

- Gideon Levy

Via The Palestine Project

Uguali diritti umani? Non per i palestinesi

Uguali diritti umani? Non per i palestinesi - Salaam Ragazzi dell'Olivo

Roma, 10 gennaio 2019, Nena News  Il Birmingham Civil Rights Institute dell’Alabama ha revocato il premio “Fred Shuttlesworth” per i diritti umani alla filosofa, docente universitaria e storica attivista dei diritti umani americana Angela Davis. Il motivo dietro la decisione è il sostegno che Davis manifesta per i diritti dei palestinesi sotto occupazione militare israeliana. “Ho imparato ad oppormi con la stessa passione sia all’antisemitismo e sia al razzismo. In questo contesto mi sono avvicinata alla causa palestinese”, ha spiegato la docente 74 enne dicendosi molto stupita dalla decisione presa alla commissione del premio. Davis ha denunciato chi vuole punirla per aver chiesto che lo Stato di Israele smetta di opprimere i palestinesi. “L’attacco nei miei confronti è un attacco contro lo spirito di indivisibilità della giustizia”

 

Nella foto: Il filosofo Herbert Marcuse e Angela Davis nel 1968

Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese

 

 

Convegno del 10 ottobre 2015 "Il diritto contro la guerra.Aspetti giuridici della questione palestinese" Particolare focusLo sfruttamento economico dei territori occupati palestinesi.

Palestina - Il commercio dei prodotti dei territori occupati, aspetti di illegittimità. La relazione tenuta da Dario Rossi approfondisce il tema dello sfruttamento economico dei Territori Occupati Palestinesi ed in particolare: llegalità della produzione e della esportazione da parte di Israele dei prodotti provenienti da parte dei Territori Occupati Palestinesi.

 Leggere in allegato la relazione.

 Il diritto contro la guerra. Aspetti giuridici della questione palestinese

 

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